AbbracciodiLuce

Un pensiero d'Amore alla volta

Imparando cosa vuol dire essere energia ed a trasformare consapevolmente tale energia, la nostra vita si trasforma in un miracolo quotidiano di guarigione, manifestazione ed abbondanza.

AbbracciodiLuce - Un pensiero d'Amore alla volta

La chiave è ….

Ci sono delle cose materiali, degli eventi, delle persone che abbiamo aspettato con ansia, nella nostra vita, e che, una volta arrivate, non hanno provocato, in noi, la felicità che avevamo immaginato.
Ci sono, viceversa, cose, eventi e persone, apparentemente di poca importanza, che hanno riempito il nostro cuore di gioia.

Cos’è che fa la differenza in questi casi?
Secondo me, la differenza la fa il nostro vero Io, quello spesso narcotizzato dalle nostre convinzioni e dalle prepotenti suggestioni del campo collettivo.
Spesso, ciò che ci sembra di desiderare tanto non è ciò che il nostro vero Io desidera davvero.

E’ ciò che desiderano gli altri per noi, è ciò che ci fa sentire a posto nei confronti degli altri, è ciò che la nostra traballante autostima ci fa credere di meritarci.

Ascoltare i desideri ed i sogni del nostro vero Io è un compito impegnativo, bombardati come siamo da stimoli che provengono da fuori di noi.
Richiede la capacità e la costanza di osservarsi dentro, il coraggio di prendere atto di quello che ci blocca e la scelta di lasciarlo andare e di riprendere contatto con Ciò che Siamo davvero.

Impegnativo.
Ma è un compito che ci meritiamo di prenderci e di portare a termine.
Perché è la chiave che apre la porta che ci conduce alla serenità ed alla pace interiore.

Questo, almeno, secondo me.

Trovare la fonte della mia determinazione nell’Amore anziché nella paura

Il 2018 è stato un anno durante il quale tante paure, latenti o manifeste, si sono acuite, rendendoci assuefatti alla loro energia.
Un’energia fatta di conflitto, di separazione, di rabbia a volte, nel tentativo illusorio di trovare il coraggio e la determinazione per andare avanti.
Ed ecco il risultato, siamo qui, più esausti di prima, e per giunta ci guardiamo l’un l’altro in cagnesco, pronti a saltarci al collo non appena il canalizzatore di paura di turno ci dia lo stimolo giusto per farlo.

Non ci ha portato da nessuna parte questa sbornia di paura e di rabbia ad essa conseguente. Siamo onesti con noi stessi: stiamo peggio di prima.
E allora? Allora è il momento di cambiare strada.

Trovare la fonte di coraggio e determinazione nell’Amore anziché nella paura,
Focalizzare la propria energia su ciò che si vuole anziché su ciò che si vuole evitare.
E’ possibile farlo, se scegli di farlo.

Lo so, i soliti scettici diranno ciò che dicono sempre (“è facile a dirsi”).
Ma da ex scettico mi sento di raccontare la mia esperienza.
Non solo è più facile a farsi che a dirsi, ma quando lo fai ti rendi conto di quanto è difficile restarsene nascosti dietro il proprio scetticismo.
La vita sembra fuori dal nostro controllo e la rabbia cresce. E più la rabbia cresce, più la vibrazione si abbassa, e più sembra che capitino tutte a te.
Ho già dato ma, fortunatamente, un giorno, ho scelto di non farlo più, di lasciare andare il mio scetticismo.

E mi ringrazio per questo, perchè ho trovato il modo per attraversare difficoltà e dolori e andare oltre.
Ed è proprio a questo che servono determinazione e coraggio.
E, in barba a quello che ci vogliono instillare nella testa, solo l’Amore te le dà.
Secondo me.

Riscoprire di essere Anime in cammino

Percorriamo, tra gioie e dolori, tra speranze e delusioni, tra successi e fallimenti, il viaggio della nostra vita.
Accumuliamo esperienze: osserviamo con la ragione e con il cuore, percepiamo, intuiamo, sperimentiamo.
E lungo il nostro cammino, piano piano, scopriamo che nulla è come ci avevano insegnato.
Non è ciò che è fuori si noi ad essere importante, ma la Luce e il calore che scopriamo dentro di noi.
E, a quel punto, sorridiamo, come bambini che trovano una giostra, ed abbiamo nei nostri occhi la stessa incredula felicità.
Alcuni lo chiamano risveglio, altri consapevolezza, altri illuminazione.
A me piace chiamarlo “riscoprire di essere un’Anima in cammino”.

Imparare a riconoscere l’Amore

Io credo che possiamo imparare a riconoscere l’Amore, semplicemente allenandoci a farlo.
Basta prendere l’abitudine a fare attenzione a tanti nostri gesti ed agli infiniti modi in cui lo riceviamo da noi stessi, dagli altri, dall’Universo.
In questo momento io vedo Amore nelle mie dita che scorrono sulla tastiera, nell’immagine che ho scelto e nei ritocchi che sto facendo prima di pubblicarla.
Lo vedo nel sole che, improvvisamente, è sbucato tra le nuove ed è entrato nella mia finestra, rendendo più vividi i colori.
Lo vedo nel momento di pace e serenità che in questo momento mi sto prendendo, interrompendo, per qualche minuto, una giornata sinora frenetica.
E lo vedo anche nel sorriso che farai e nella gioia che aprirà il tuo cuore mentre guarderai questa immagine piena di bellezza.

La pozione magica della serenità

Non serve un pentolone, né ali di falena.
Piuttosto un bel sorriso, un cuore sempre aperto, una mente allenata a stupirsi e a stupire.
Pochissimo passato: solo i ricordi belli. Ancor meno futuro: solo il potere dei tuoi intenti.
Tantissimo presente, vissuto con Amore: Amore per te stesso, Amore verso gli altri, Amore per la terra, Amore per il cielo.
E per condire il tutto, due ulteriori ingredienti: lasciar che gli eventi fluiscano e perdonare te stesso.
Da fare tutti i giorni, benedicendoti anche quando non ci riesci. Perché perseverando ci riuscirai domani.
E l’incantesimo si compierà.
Ma, fuori di metafora, non è un incantesimo: è un diritto che abbiamo quello di vivere sereni. E, poiché gli ingredienti li abbiamo tutti, anche una nostra responsabilità verso noi stessi.
Secondo me.

Ringrazio il mio corpo

Perdono il mio corpo e me stesso per tutte le volte che ci siamo sabotati a vicenda.
Ringrazio l’Energia Creatrice per il dono di questo magnifico corpo e per tutta la protezione che gli offre.
Amo ed apprezzo il mio cervello, amo ed apprezzo i miei occhi, amo ed apprezzo le mie orecchie.
Amo ed apprezzo la mia gola, amo ed apprezzo i miei bronchi, amo ed apprezzo i miei polmoni.
Amo ed apprezzo il mio stomaco,amo ed apprezzo il mio fegato, amo ed apprezzo il mio pancreas, amo ed apprezzo i miei reni.
Amo ed apprezzo la mia immagine allo specchio, amo ed apprezzo i disagi del mio corpo.
Ringrazio il mio corpo per avermi portato dei messaggi.
Grazie a lui, ora so cosa fare e cosa cambiare.
Grazie a lui ora ho la possibilità di ricominciare e di scegliere in modo consapevole quello che è più benefico per me in ogni area della mia vita.
Grazie a lui adesso starò meglio e mi prenderò più cura di me stesso.
Grazie a lui sono vivo.

Caso o Anima?

Io penso che ciò che arriva nella nostra vita, non ci arriva per caso ma per una scelta precisa, che noi-Anime abbiamo fatto.
Non ne abbiamo la consapevolezza, spesso, anzi spesso ciò che ci capita ci fa arrabbiare.
Ma il Divino che è in noi ci parla costantemente attraverso le cose che vediamo, le persone che incontriamo, un disagio fisico, una situazione nella quale ci troviamo, un sogno, un sentimento che proviamo, una frase che leggiamo in un libro o sul web. E in mille altri modi ancora.
Ciò che mi alleno tutti i giorni a fare (e non è un allenamento facile, di certo, anche dopo tanti anni) è dare ascolto a questa saggezza interiore, che mi indica la strada, anche quando il mio ego mi suggerisce una strada diversa.
E spesso mi sono trovato, a volte con sorpresa, proprio dove era giusto che fossi in quel momento.
Perché spesso io non lo so bene dove sto andando, ma la mia Anima sa benissimo dove mi sta portando. E il mio compito è solo quello di assecondare il flusso.

 

Ritorniamo a noi

Essere consci della terra che abbiamo sotto i piedi, del nostro respiro, del battito del nostro cuore.
Essere consapevoli delle nostre dita che battono sulla tastiera rendendo i nostri pensieri evidenti agli altri.
Consapevoli delle persone che abbiamo intorno, dei loro stati d’animo, dei loro desideri e delle loro aspettative.

Guardiamo il cielo, onoriamo i colori, ascoltiamo il silenzio ed il rumore e scopriamo la loro comune radice.

Abbracciamo lo Spirito Divino che è in noi. Quello Spirito Divino che è la nostra più grande ricchezza.
Non lo abbandoniamo in balia della paura del domani o del risentimento legato a ieri.

Ritorniamo qui, ritorniamo ad ora. Ritorniamo a Noi.

Da quando mi amo, amo gli altri di più

Mi hanno insegnato, da piccolo, ad anteporre gli altri a me, ad amarli prioritariamente, anche a scapito di me stesso, come se io non fossi degno di darmi amore.
Ho cercato di farlo, ma stavo male, e più stavo male, meno ci riuscivo e, meno ci riuscivo, più mi sentivo in colpa e, più mi sentivo in colpa, e più stavo male.
In realtà è molto più semplice di così.
L’Amore è uno e la distinzione tra l’amore per gli altri e quello per se stessi è solo un’illusione.
Amare, coccolare e rispettare se stessi alimenta l’Amore, la compassione ed il rispetto per gli altri.
E, da quando mi amo, amo gli altri di più.
E meglio.

Vivo!

Vivo.
Mi nutro delle esperienze che io-Anima ho scelto di sperimentare.
Scelgo di viverle senza giudicarle, senza risparmiarmi, senza nascondermi, senza ingannare me stesso.
Le vivo, adesso, al pieno delle mie possibilità, rendendole ricche ed esse rendono ricco me.
Ogni momento della mia vita.

La luce è fatta di tutti i colori

C’è il giallo del sole, l’azzurro del cielo, il verde dei prati, il grigio delle nuvole il nero della notte.
E c’è la luce che è fatta di tutti i colori.
Anche dentro di noi ci sono tutti i colori.
C’è il giallo delle nostre gioie, il nero dei nostri dolori, il rosso delle nostre passioni, il grigio delle cose che ci danno fastidio.
Imparando a comprendere, accettare ed amare tutti questi colori, permettiamo alla nostra luce interiore di risplendere.
Secondo me.

Immagina intensamente

Immagina il tuo cuore riempirsi di una luce bianca, mentre respiri.
Immagina che questa luce emetta una vibrazione sottile, quasi impalpabile.
Senti questa vibrazione espandersi dal tuo cuore in ogni cellula del tuo corpo.
Immagina che questa luce bianca, questa vibrazione si espanda dal tuo corpo ed entri in ogni aspetto della tua vita.
Immagina te stesso come ti piacerebbe essere e vivi la tua vita quotidiana rischiarata da questa luce. Guarda ogni dettaglio: osservati compiere i gesti che compi ogni giorno, ma tutto è rischiarato da questa luce, tutto esattamente come vuoi che sia.
Immagina di essere circondato da bellezza, immagina la gioia scorrere dentro le tue vene. Immagina che ogni momento ti porti serenità, appagamento, grazia, leggerezza.
Immaginati al meglio che tu possa immaginare, e tieni saldamente questa immagine nella tua mente, giorno dopo giorno, momento per momento.
Immagina e lascia che la tua vita diventi tutto questo.

Migliorare la relazione che abbiamo con noi stessi è un buon modo per migliorare la relazione che abbiamo con gli altri

Siamo esseri fatti per relazionarci con gli altri e nelle relazioni con gli altri troviamo la nostra identità.
Ma non tutte le relazioni sono coerenti con il percorso della nostra evoluzione: alcune sono dipendenze, altre esercizio di potere, altre illusione.
Io credo che riconoscere una relazione che ci aiuta a crescere non sia così difficile.
Le relazioni che ci aiutano a crescere sono quelle nelle quali ci sentiamo di essere noi stessi.
Se, in una relazione, ci sforziamo di essere diversi da quelli che siamo, beh, forse è il caso di ripensarla, tenendo conto del fatto che le relazioni che abbiamo con chi circonda sono significativamente condizionate dalla nostra visione di noi stessi, alimentata da educazione ricevuta, credenze, pregiudizi, cultura personale, campo collettivo di pensiero.

Più miglioriamo la nostra relazione con noi stessi più accresciamo la nostra consapevolezza.
E più accresciamo la nostra consapevolezza su chi siamo e quanto valiamo, meglio conosciamo, accettiamo ed apprezziamo chi circonda. O, per lo meno, impariamo a rispettarlo mentre ci allontaniamo.
E, in questo modo, aumentiamo la qualità delle relazioni che abbiamo con gli altri.

A cosa sto dedicando la mia attenzione?

Chiedersi “A cosa sto dedicando la mia attenzione?” è uno splendido esercizio quotidiano che possiamo fare: è un modo per osservare e diventare consapevoli delle trappole che la nostra mente egoica spesso ci tende.
Scopriremo che, di frequente, la nostra attenzione è dedicata al passato peggiore (ai rancori, ai risentimenti, ai rimpianti, ai rammarichi) o al futuro peggiore (alle preoccupazioni, alle paure, alle incertezze) anziché al momento presente che stiamo vivendo ed ai doni che ci porta.
Poiché dare attenzione è dare energia, finiamo per disperdere energia verso cose rispetto alle quali non abbiamo più nulla da fare (il passato) o che devono ancora accadere (il futuro), anziché dare energia al momento che stiamo vivendo ed alle potenzialità che, nel momento, possiamo rendere reali.
Scopriremo inoltre che, spesso, diamo attenzione a quello che ci manca, a quello che vorremmo avere, anziché a quello che abbiamo e che possiamo dare a noi stessi ed agli altri.
E questo ci rende profondamente infelici perchè ci fa sentire separati da ciò di cui crediamo di avere bisogno.
Se, viceversa, ci concentriamo su ciò che abbiamo e che possiamo dare, possiamo sentire che tutto ciò di cui abbiamo bisogno lo abbiamo già a disposizione.

Secondo me.

A proposito di gentilezza

Si fa confusione, a volte, su cosa significhi comportarsi con gentilezza.
Essere gentili è un modo di creare relazioni empatiche con gli altri che arricchiscono la nostra vita.
E’ un modo per esprimere il meglio che abbiamo, a prescindere da chi abbiamo di fronte.
Un mandare un segnale di apertura, di condivisione, di unità.

Purché sia sincera. Ma è sincera soltanto se siamo in pace con noi stessi e se, quando non lo siamo, capiamo perché non lo siamo e lavoriamo su di noi.
Non siamo gentili per gli altri, siamo gentili per noi e per gli altri, che è una cosa ben diversa.
Essere gentili per noi e per gli altri significa riconoscere l’intrinseca unità, la interconnessione, che le nostre relazioni con gli altri ci permettono di percepire in questo mondo di apparente separazione.
Essere gentili solo per gli altri, viceversa, significa amplificare questa separazione, considerando l’altro o una potenziale minaccia (sono gentile con lui per non essere aggredito) o qualcuno da cui trarre, attraverso la piaggeria, un beneficio.
Ciò che diamo ci ritorna: se diamo sincera gentilezza, nel lungo periodo, la nostra vita sarà piena di persone gentili che abbiamo attratto. Se diamo piaggeria o ipocrita gentilezza probabilmente le nostre esperienze saranno diverse. Perché il campo energetico dell’Universo riconosce le nostre intenzioni, non quello che facciamo.

D’altra parte va però compresa una cosa sulla gentilezza.
C’è differenza tra essere gentili e permettere agli altri di approfittarsi di noi. Come c’è differenza tra essere gentili ed essere indulgenti, permissivi o addirittura fregarcene delle persone che abbiamo di fronte.
Ci può essere sincera gentilezza in un no, in un rifiuto motivato e cortese ma fermo. Ci può essere, e c’è spesso, sincera gentilezza nel dire a una persona che ciò che sta facendo non è bene, secondo la nostra opinione, per lui, per altre persone o per l’umanità intera.
Ci vuole allenamento, come in tutte le cose, ma si può imparare ad essere gentili senza essere falsi.
E soprattutto ad esserlo senza aspettative.
I ritorni dell’essere gentili stanno nelle emozioni che proviamo, nella serenità che la gentilezza ci provoca, nella nostra pressione che rimane su valori nella norma. Non nella risposta dell’altro alla nostra gentilezza.

Questo, almeno, secondo me.