AbbracciodiLuce

Un pensiero d'Amore alla volta

Imparando cosa vuol dire essere energia ed a trasformare consapevolmente tale energia, la nostra vita si trasforma in un miracolo quotidiano di guarigione, manifestazione ed abbondanza.

AbbracciodiLuce - Un pensiero d'Amore alla volta

Dipende da me

Io credo che in ognuno di noi ci siano infinite potenzialità. Forza, fantasia, determinazione, coraggio, volontà, amore per se stessi e per gli altri.
Ma spesso ci dimentichiamo di averle, rifugiandoci nell’alibi che ciò che vorremmo cambiare dipende dagli altri. E, se dipende dagli altri, ci diciamo, è inutile tirar fuori il meglio di noi stessi.
Credo che sia giunta l’ora di togliersi questo alibi.
E’ per questo che scelgo di dire a me stesso “dipende da me”. Perché, se dipende da me, tirerò fuori il meglio di me stesso e lo valorizzerò.
E mi darò amore e gratitudine, se ci riesco, per aver ottenuto quello che desideravo; se non ci riesco, mi darò amore e gratitudine per aver fatto tutto quello che potevo fare.
Anche fare questa scelta dipende da me. Solo da me.

Prendersi la responsabilità della qualità della nostra vita

A noi, e solo a noi, secondo me, è lasciata la facoltà di decidere se lasciarci travolgere da ciò che sta avvenendo, se subirne gli effetti, oppure se agire tenendo conto di ciò che vogliamo essere e non di ciò che è l’apparente realtà che abbiamo intorno.

Viste dopo qualche tempo, esperienze che, mentre le stavamo vivendo ci sembravano terribili, possono rivelarsi come dei punti di svolta della nostra vita o, almeno, l’occasione per fare un piccolo passo nella direzione da noi desiderata.
E se osserviamo con distacco queste situazioni, possiamo vedere che ciò che ha fatto la differenza non è stato il fatto in sè, ma solo come noi abbiamo reagito a ciò che ci stava avvenendo in quel momento.
Tutto ciò che ci avviene è un’opportunità: la nostra responsabilità verso noi stessi è quella di coglierla.

Prendiamoci il tempo

Prendiamoci il tempo per leggere: è la base della nostra saggezza.

Prendiamoci il tempo per pensare: è la fonte della nostra consapevolezza.

Prendiamoci il tempo per giocare: è il segreto per rimanere giovani.

Prendiamoci il tempo per stare in pace: è l’opportunità per ascoltare il Divino che è in noi.

Prendiamoci il tempo per essere compassionevoli: è l’opportunità per aiutare noi e gli altri.

Prendiamoci il tempo per ridere: è la musica dell’anima.

Prendiamoci il tempo per essere pieni di gratitudine: è la strada per la felicità.

Prendiamoci il tempo per amare ed essere amati: è il dono più grande che possiamo farci.

Prendiamoci il tempo per sognare: è di questo che è fatto il futuro.

Prendiamoci tempo per pregare: è il potere più forte del mondo.

La strada per la vetta

Se saliamo in cima ad una montagna è per goderci il meraviglioso panorama, per sentire la sensazione di avercela fatta ed essere grati a noi stessi per aver intrapreso la sfida.

Non sarà qualche inciampo lungo la strada a rendere meno belli quei momenti.

 

Così, nel nostro cammino di crescita e consapevolezza, possiamo utilizzare gli errori che facciamo come spinta per andare avanti.

Perché ogni errore, ogni caduta, ogni frustrazione hanno il potere di fermarci solo una volta, a meno che noi non gli diamo energia, attraverso il rimpianto ed il risentimento.

Ma questo non ha senso, no?

 

Impariamo la lezione che ci hanno insegnato ed andiamo avanti.

Verso la vetta della nostra montagna, verso il panorama che ci meritiamo.

 

Si può fare ….

Il principale ostacolo tra noi e quello che vogliamo sono le nostre convinzioni.

Ci sforziamo e ci affanniamo ad ottenere una cosa e non riusciamo neanche ad avvicinarci ad essa.

Perchè?

Perchè mentre la nostra mente razionale ci dice “la voglio” abbiamo una vocina interiore (il subconscio) che ci continua costantemente a ripetere che è impossibile, che non sappiamo come farla, che non ce la meritiamo, che è pericolosa.

E allora cosa fare?

Esistono tanti metodi per convincere il nostro subconscio a cooperare.. Alfieri si legava alla sedia.. ma questo non è necessario. Le convinzioni bloccanti possono essere rimosse. E il theta healing in questo è davvero impagabile.

E una volta che anche il nostro subconscio si convince che è possibile, possiamo vederci ottenere la cosa che desideriamo. Il resto sono dettagli operativi.

Niente ci può impedire di ottenere quello che vogliamo, se lo vogliamo al 100%, se ne siamo convinti, senza sabotaggi interiori.Il modo lo troveremo.

Il meglio deve ancora arrivare

Probabilmente il più bel libro che leggeremo nella nostra vita non lo abbiamo ancora letto.

Probabilmente la canzone più bella che ascolteremo la dobbiamo ancora ascoltare.

Probabilmente il quadro che più degli altri farà vibrare il nostro cuore lo dobbiamo ancora guardare.

Probabilmente il più bel giorno della nostra vita lo dobbiamo ancora vivere.

Sicuramente, quel meraviglioso tesoro che è dentro di noi lo dobbiamo ancora tirare fuori completamente.

Al lavoro, dunque, prendiamo la mappa ed andiamolo a trovare…

Piccoli passi e grandi risultati

Ognuno di noi ha il diritto di nascita e l’abilità necessaria per risvegliarsi e ricordare la nostra originaria vibrazione dell’Amore Incondizionato.

Questo processo di risveglio è un processo  costante e continuo che procede a piccoli passi, con dei piccoli risultati che, però, guardati nel loro complesso, possono essere davvero rivoluzionari.

Il primo passo è quello di darsi il permesso di intraprendere il viaggio.

Ed è un grande regalo che possiamo farci quello di darci questo permesso.

La strategia del maratoneta

Nel nostro percorso verso il benessere materiale, spirituale ed emozionale non è necessario che ci sforziamo di essere dei centometristi. Il percorso è lungo, pieno di salite, e va percorso al nostro passo per giungere al traguardo.

Fare unpiccolo progresso, un piccolo passo in avanti ogni giorno è importante, non solo perché fare un passo in avanti è meglio che stare fermi, ma anche perché ci gratifica e tiene il nostro impegno sempre vigile e solerte.

Non occorre che scattiamo in testa al gruppo: un buon maratoneta sa che i conti si fanno alla fine. Non abbiamo bisogno di miracolosi cambiamenti: facciamo quello che riusciamo a fare, quando lo possiamo fare e con le risorse fisiche e mentali che abbiamo a disposizione.

Ma facciamolo, tenaci come un maratoneta, non ci fermiamo alla prima difficoltà, al primo contrattempo, al primo malumore.

E amiamoci e perdoniamoci se non riusciamo a fare un grande passo, consapevoli che ne stiamo facendo tanti piccoli, e che, passo dopo passo, la meta è ogni giorno più vicina.

 

E scopriremo che non c’è nessuna meta, che la meta è il percorso. E, guardandoci indietro, scopriremo con altrettanta sorpresa e gratitudine che siamo lontanissimi da dove eravamo all’inizio e, sicuramente, che stiamo vivendo meglio.